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SANTA MARIA DELLA CONCEZIONE

Santa Maria della Concezione
Santa Maria della Concezione - clicca per ingrandire

Santa Maria della Concezione, nota come la chiesa dei Cappuccini, fu costruita da Felice Casoni, attorno al 1630, per volontà del fratello di papa Urbano VIII, il cardinale e cappuccino Antonio Barberini Seniore, che qui ha la sua tomba.

La facciata della chiesa oggi è piuttosto anonima, ma occorre considerare che con l’apertura di via Veneto (fine del 1800), è scomparsa la piazzetta sulla quale prospettava la facciata, così come è stata abbattuta la torre campanaria ed il convento con i suoi orti e per finire anche la scala d’accesso è stata modificata.
Si è salvato l’interno a navata unica con 5 cappelle per lato che custodiscono grandi capolavori.

Nella prima cappella a destra, la pala d’altare di Guido Reni (1575 – 1642), del 1635, raffigura San Michele Arcangelo che schiaccia Lucifero, opera famosissima della quale sono state fatte innumerevoli copie, ma siccome i gusti cambiano oggi non è più così ammirata come in passato. In particolare il bellissimo San Michele è giudicato un po’ lezioso, mentre è più apprezzato il realismo con il quale è ritratto Lucifero, che secondo commentatori dell’epoca rappresenterebbe un personaggio della corte pontificia nemico di Guido Reni.

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Santa Maria della Concezione - San Michele Arcangelo che schiaccia Lucifero
San Michele Arcangelo che schiaccia Lucifero (part.)

Sulla parete sinistra il notevole “Cristo deriso” del caravaggesco Gherardo Delle Notti (1592 – 1656).

Passando alla seconda cappella la Trasfigurazione di Mario Balassi (1604 – 1667), è di chiara derivazione raffaellesca. Sulla parete sinistra vediamo la meravigliosa Natività che Giovanni Lanfranco (1582 – 1647) dipinse nel 1632.

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Santa Maria della Concezione - Balassi, Trasfigurazione Santa Maria della Concezione - Lanfranco, Natività
Mario Balassi - Trasfigurazione Giovanni Lanfranco - Natività

Un singolare destino ha fatto sì che due grandi come Lanfranco e Domenichino si trovino spesso fianco a fianco, così nella terza cappella Domenichino (1581 – 1641) ha dipinto Morte di San Francesco e sulla parete sinistra San Francesco riceve le Stimmate. Nella quinta Sant’Antonio di Andrea Sacchi (1591 – 1661).

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Santa Maria della Concezione - Sacchi, Sant’Antonio
Andrea Sacchi - Sant’Antonio

Di fronte all’altare maggiore, a terra la tomba di Antonio Barberini Seniore (1569 – 1646), sulla quale è scritto HIC IACET PULIVIS CINIS ET NIHIL (qui giace polvere cenere e nulla).

Nella terza cappella sinistra Andrea Camassei (1602 – 1649) ha dipinto la Deposizione e sulla parete sinistra Girolamo Muziano (1532 – 1592) San Francesco stimmatizzato.

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Santa Maria della Concezione - Camassei, Deposizione
Andrea Camassei - Deposizione

Nella prima cappella a sinistra risplende Pietro da Cortona (1596 – 1669) che nel 1631 ha dipinto “Anania ridona la vista a San Paolo”.

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Santa Maria della Concezione - Pietro da Cortona, Anania ridona la vista a San Paolo
Pietro da Cortona - Anania ridona la vista a San Paolo

Chiesa dunque ricca di grandi capolavori, nondimeno è famosa soprattutto per la sua cripta che in cinque cappelle ospita il macabro cimitero dei cappuccini, al quale si accede accolti dalla scritta “noi eravamo come voi, voi sarete come noi”. Ed ecco che con le ossa di 5000 frati sono stati realizzati i più incredibili arredi: lampade, tavolini, decorazioni di ogni tipo.

A partire dai tempi di Papa Sisto IV della Rovere, in particolare dal 1480, quando i grandi pittori rinascimentali (Perugino, Botticelli, Signorelli …) iniziarono ad affrescare la Cappella Sistina, Roma divenne il centro della committenza artistica, non solo italiana, ma addirittura mondiale. Questo primato durò non meno di due secoli, consentendo a giganti dell’arte, quali Borromini, Bernini, Pietro Da Cortona e tanti altri di svolgere la propria attività prevalentemente nella città dei Papi. Ciò fu tanto più vero per artisti non altrettanto famosi e tuttavia di grande talento. Peraltro il fatto di avere svolto il proprio percorso artistico in ambito soprattutto romano ha portato la conseguenza che questi stessi artisti siano, al di fuori di questo ambito, degli sconosciuti e tali sono i Muziano, i Balassi, i Sacchi, i Camassei, sopra citati. Artisti di grande talento, autori di veri capolavori, che in ultima analisi, per essere noti quasi esclusivamente a Roma, rappresentano una felice sorpresa per il non romano.

 

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