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COLONNA DI MARCO AURELIO

Colonna di Marco Aurelio
Colonna di Marco Aurelio - clicca per ingrandire

La colonna di Marco Aurelio, eretta dal figlio Commodo, descrive le guerre che l'Imperatore sostenne contro i Marcomanni, i Quadi, gli Iazigi, i Vandali e i Longobardi, dal 168 al 174.

La colonna, alta 100 piedi romani pari a circa 29 metri, come quella di Traiano, è costituita da 20 rocchi di marmo di Carrara del diametro di 3 metri e 70, scavati all’interno per formare una scala a chiocciola di 203 gradini.

Gli episodi raffigurati nella colonna vanno seguiti dal basso verso l'alto, di seguito vi mostriamo:
Il dio Danubio che propizia il passaggio dell'esercito Romano.

L'esercito romano che parte da Carnuntum (ad est di Vienna), attraversa il Danubio su un ponte di barche e marcia contro i Marcomanni e i Quadi, (popoli Suebi).

Marco Aurelio presiede al rito della purificazione dell'esercito (lustratio), sacrficando agli dei un toro, un maiale e un agnello.

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Colonna di Marco Aurelio - Il dio Danubio Colonna di Marco Aurelio - Attraversamento del Danubio Colonna di Marco Aurelio - Lustratio
Il dio Danubio Attraversamento del Danubio Lustratio

Dopo l’Adlocutio (discorso ai soldati), di Marco Aurelio, inizia la battaglia, della quale vediamo la carica della cavalleria Romana.

In piena estate l'esercito romano è afflitto dalla siccità, allora Marco Aurelio rivolge una preghiera agli dei perché vengano in soccorso dei Romani. In loro favore interviene una divinità portando abbondanti piogge.

Riprende la guerra, i legionari Romani, protetti dalla corazza (lorica) segmentata, avanzano contro i nemici.

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Colonna di Marco Aurelio - Carica della cavalleria Romana Colonna di Marco Aurelio - Divinità della pioggia Colonna di Marco Aurelio - Legionari Romani
Carica della cavalleria Romana Divinità della pioggia Legionari Romani

Nuova carica della cavalleria Romana. I barbari sono travolti dai Romani. Vengono catturate donne e bambini.

I Romani avanzano superando un fiume su un ponte di barche.

Marco Aurelio guida l'avanzata dell'esercito Romano, che avanza compatto.

I Romani mettono in fuga la cavalleria dei barbari.

Marco Aurelio guida i legionari che sconfiggono i nemici.

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Colonna di Marco Aurelio - I Romani superano un fiume su un ponte di barche Colonna di Marco Aurelio - Marco Aurelio Colonna di Marco Aurelio - Marco Aurelio guida i legionari
Avanzata dei Romani Marco Aurelio Marco Aurelio guida i legionari

Nuova battaglia, i legionari Romani si dispongono a testuggine per passare all'attacco di una fortezza nemica nella quale si sono rifugiati i barbari.

Dopo aver messo in fuga i nemici i Romani danno alle fiamme una città dei barbari.

La cavalleria Romana insegue i nemici.

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Colonna di Marco Aurelio - Testuggine Colonna di Marco Aurelio - Messa a fuoco della città Colonna di Marco Aurelio - Inseguimento dei nemici
Testuggine Messa a fuoco della città Inseguimento dei nemici

Disfatta e resa dei barbari.

I Romani catturano armenti e prendono prigionieri.

I Capi dei barbari si consegnano a Marco Aurelio.

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Colonna di Marco Aurelio - Disfatta dei barbari Colonna di Marco Aurelio - Resa dei barbari Colonna di Marco Aurelio - Consegna a Marco Aurelio
Disfatta dei barbari Resa dei barbari Consegna a Marco Aurelio

Attorno alla colonna si avvolge una spirale di 20 volute, lunga circa 110 metri, formata da rilievi che raccontano per episodi le campagne di Marco Aurelio.

I rilievi rispetto a quelli della colonna Traiana, alla quale chiaramente si ispira, sono più profondi, alla ricerca di una drammatizzazione evidenziata dalla crudezza della rappresentazione delle battaglie. Questo stile fu definito plebeo, contrapponendolo a quello classico dell’età traianea.

In ogni caso si deve tenere presente che i monumenti romani e tra essi le colonne erano dipinti, quindi la leggibilità era molto più agevole di quanto non sia oggi; inoltre la colonna di Marco Aurelio, per i suoi rilievi molto più profondi rispetto a quelli della Traiana, ha sofferto notevolmente per l’esposizione agli agenti atmosferici, tanto che in alcuni segmenti risulta illeggibile.

Al tempo di Commodo la colonna si trovava al centro di una Piazza, posta su un basamento di circa dieci metri, sul quale Papa Sisto V (1585 – 1590), fece scrivere “Questa colonna istoriata dedicata all'imperatore Antonino, miseramente deteriorata e danneggiata, Sisto Quinto, Pontefice Massimo restituì alla forma originaria. A.D. 1589, nell'anno quarto del suo pontificato”. Come si vede l’attribuzione ad Antonino Pio è errata.

In cima alla colonna era collocata una statua di Marco Aurelio in bronzo dorato, che nel medioevo fu trafugata. Sempre Sisto V fece collocare al suo posto una statua di San Paolo, (sulla Traiana aveva collocato San Pietro), e probabilmente i due santi salvarono le colonne dalla distruzione.

Nel confronto con la colonna traiana, al di là degli aspetti estetici, si può rilevare che qui manchi quella pietas verso i vinti mostrata da Traiano. Tuttavia una considerazione storica può aiutare a comprendere il diverso atteggiamento dei due imperatori (in realtà Traiano e Commodo), infatti Traiano prima di diventare imperatore aveva comandato le legioni romane che negli anni 95 – 98 avevano soggiogato i Quadi, i Marcomanni e gli Iazigi, riammettendoli tra gli alleati dell’impero romano.

Settanta anni dopo Marco Aurelio prima e Commodo poi si trovarono a dovere combattere una lunga e feroce guerra contro quegli stessi popoli, che minacciavano d irrompere nella provincia romana della Pannonia (che comprendeva l'Austria, l'Ungheria e la Serbia). Si può dunque comprendere quale fosse il sentimento di Commodo verso questi inaffidabili popoli.

 

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