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lo Stadio di domiziano


Lo stadio agonale di Domiziano, lungo 275 metri e largo 106, era destinato a giochi atletici, in particolare alla lotta. I palazzi e le due chiese che costituiscono piazza Navona sono stati costruiti sulle gradinate dello stadio. Per trovare i resti dello stadio si deve scendere nel sotterraneo della chiesa di S. Agnese in Agone o nelle cantine degli edifici, in particolare sotto il palazzo concavo che confina con piazza di Tor Sanguigna. Qui veniamo a scoprire che al di sotto del piano terra c’erano almeno altri due piani, retti da arcate, ogni 5 arcate una scala collegava un piano all’altro ed ecco la seconda scoperta: quello di Domiziano era uno stadio multifunzionale, insomma l’edificio non solo offriva lo spettacolo agli spettatori, ma anche altro. E di quest’altro si servivano sia i popolani che i VIP.

L’altro era offerto da Tabernae dove erano messi in vendita pranzi e bevande per ogni tasca; ma l’altro comprendeva oltre alle Tabernae, anche lupanari distinti in esclusivi e non. Nei lupanari del settore, diciamo così distinti, sulla porta d’accesso ad ogni singola stanza troviamo dipinti che, nell’ottica della trasparenza, dichiarano le qualità e le competenze della prestatrice d’opera. Ma il malnato vizio del graffito ha colpito anche qui: scritte oscene compaiono qua e là.

A ridare dignità al luogo e a tutela del cliente è riportata una informativa circa i potenziali effetti secondari indesiderati, con una puntuale descrizione delle incomode malattie veneree (informativa sulla sicurezza). 

  • Foto 1: ricostruzione dello stadio

  • Foto 2, 3, 4, 5: i sotterranei dello stadio nel lato curvo che affaccia su piazza di Tor Sanguigna

  • Foto 6: la statua detta di Pasquino (forse Menelao che sostiene il corpo di Patroclo), che proviene dallo stadio.          


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