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piazza navona - atto i


Questa piazza sorge sullo stadio di Domiziano, o circo agonale perché era luogo di combattimenti (agone = agonismo).

Le imponenti rovine romane sono visibili affacciandosi dalla Piazza di Tor Sanguigna.

Al nome attuale si è arrivati passando da “in agone”, a “n’agone”, poi “navone” e infine all’attuale navona.

Piazza Navona colpisce per la particolare forma, che ricalca quella dell’antico stadiPiazza Navonao, ma soprattutto per le due opere d’arte contrapposte: la fontana dei Fiumi del Bernini e S. Agnese in Agone del Borromini. La fontana fu inalzata nel 1651 e rappresenta il Nilo, il Danubio, Il Gange, ed il Rio della Plata, a simboleggiare le quattro parti del mondo. L’obelisco è di origine romana e già allora traslocò più volte, visto che prima di trovare l’attuale sistemazione, fu rinvenuto nel circo di Massenzio, ma leggendo i geroglifici si scopre il nome di Domiziano, ciò che induce a sospettare che Massenzio se lo sia portato nel suo circo prendendolo da un’altra parte, forse dal Tempio di Iside.

La rivalità tra Borromini e Bernini ha fatto credere che quest’ultimo volesse irridere il rivale visto che il fiume rivolto verso la chiesa sembra volersi coprire gli occhi. Ma questa volta Bernini è innocente visto che la fontana fu ultimata prima che Borromini progettasse la chiesa. Un po’ meno innocente sembra il Borromini dato che la statua posta a destra della facciata sembra voler innaturalmente evitare la vista della fontana.

La chiesa stessa fu commissionata da Papa Innocenzo X nel 1652 ai fratelli Rainaldi. Borromini intervenne nel 1653, completando la cupola, costruendo i due campanili gemelli e dando alla facciata le sue tipiche forme concave che si muovono nello spazio.

Da non perdere la visita all’interno della chiesa.

In piazza vediamo altre due fontane, quella di Nettuno, la cui vasca fu progettata da Giacomo della Porta nel 1576, mentre Nettuno e le Nereidi sono di fine ‘800 e la fontana del Moro progettata ancora da Giacomo Della Porta e successivamente da Bernini.

Sulla piazza affaccia Palazzo Pamphilj, dal 1961 sede dell'Ambasciata del Brasile opera di Girolamo Rainaldi, all’interno del quale si trovano gli affreschi di Pietro da Cortona ed una fastosa galleria del Borromini.

All’angolo con via della Cuccagna (!) prospetta sulla piazza Palazzo Massimo Lancellotti, opera di Pirro Lagorio. Il palazzo ha una forma asimmetrica, per l’ottima ragione che una parte dell’attico dovette essere demolito, per evitare il crollo dell’intero palazzo.  

Accanto a palazzo Lancellotti dall’altro lato della Cuccagna si vede una bella prospettiva di palazzo Braschi, fatto costruire da Pio VI, per i romanacci “ppapa Braschi”.

All’incirca di fronte all’ambasciata del Brasile, trascurata dai turisti, c’è la chiesa di S.Giacomo degli Spagnoli. Indubbiamente la facciata non è di quelle travolgenti, ma l’interno custodisce opere notevoli e veri capolavori.
Tra gli autori di pitture, affreschi e sculture:  
Pierin del Vaga; Cesare Nebbia, Baldassar Croce; Bernini; Tommaso Boschi, Giulio Piacentino; Sermoneta, Onofrio Avellino; Sansovino; Pellegrino da Modena; Annibale Caracci; Albani; Domenichino. Insoma un piccolo museo.

Per secoli in estate piazza Navona diventò un luogo balneare , da quando nel 1652 Papa Innocenzo X inaugurò la piazza, facendo chiudere gli scarichi delle fontane, la piazza, allora concava, si riempì d’acqua per il divertimento dei romani: “Sabato e Domenica annamo a sguazzo”.

Nel 1866 Pio IX decretò la fine del divertimento.

Piazza Navona ha ispirato al Belli uno dei suoi più famosi sonetti:

   Se po’ ffregà Ppiazza_Navona mia
E de San Pietro e de Piazza-de-Spaggna.
Questa nun è una piazza, è una campagna,
un treàto, una fiera, un’allegria.

   Và da la Pulinara a la Corzìa,      (Pulinara, Corzia, Cuccagna: le varie strade che
Curri da la Corzìa a la Cuccagna:                                        diramano dalla piazza).
Pe tutto trovi robba che sse maggna,
Pe ttutto gente che la porta via.

   Qua ce so ttre ffuntane inalberate:
Qua una guja che ppare una sentenza  (la guja è l’obelisco della fontana dei fiumi)
Qua se fa er lago quanno torna istate.  (tutti i sabati e le domeniche d’agosto)

   Qua ss’arza er cavalletto che dispenza  (la pena del cavalletto come appresso
Sur culo a chi le vò ttrenta nerbate,                                        descritta).
E cinque poi pe la bonificenza. 

Roma, 1 febbraio 1833

Piazza Navona sta nel rione Parione, senza addentraci nella visita dell’intero rione, percorrendo pochi passi, nei prossimi bit andremo in visita da: Raffaello, Caravaggio, Borromini, Domenichino, i Sansovino, Pietro da Cortona, Bassano, Guido Reni, Lanfranco e tanti e tanti altri ancora.


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