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ss. luca e martina
La chiesa all’origine, intorno al 630, fu dedicata a Santa Martina, ma nel 1588 Papa Sisto V la concesse all’accademia di San Luca ed allora divenne la chiesa dei SS. Luca e Martina. La sua ricostruzione occupò gran parte della vita di Pietro da Cortona a partire da un primo progetto del 1623 fino al termine della sua esistenza e lo stesso artista volle essere qui sepolto.
La chiesa è su due livelli, nel piano inferiore troviamo la cripta con le reliquie di Santa Martina.
Luminosissimo è il piano superiore dove i giochi di luce esaltano la decorazione delle volte e della cupola.
L’opera è indubbiamente uno dei capolavori di Pietro da Cortona, ma purtroppo l’interno, riservato a visite private, non è aperto al pubblico. Possiamo tuttavia ammirare l’esterno ed in particolare la splendida cupola.
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Nelle foto 1, 3, 4, 5, 6, 7 vediamo la chiesa da diverse prospettive.
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Nella foto 2 vediamo, accanto alla chiesa, la Curia dove si riuniva il senato dell’antica Roma.
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Nella foto 8 è ripresa la facciata di S. Giuseppe dei Falegnami, che si trova a fianco dei SS. Luca e Martina.
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La foto 9 mostra il muro perimetrale del carcere Mamertino, che peraltro gli antichi romani chiamavano Tulliano, facendone risalire la costruzione al sesto dei mitici re di Roma: Servio Tullio. Fu il più antico carcere dell’antica Roma e la tradizione dice che qui fu imprigionato San Pietro.
La chiesa di San Giuseppe dei Falegnami fu eretta sopra al carcere.
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