| Secondo la tradizione la costruzione del tempio di Giove Capitolino si deve al V re di Roma Tarquinio Prisco: il tempio fu ultimato cinquant’anni dopo da Tarquinio il Superbo VII re di Roma. |
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La sua decorazione fu affidata agli artisti etruschi di Veio e secondo Plinio il Vecchio la statua di Giove, all’interno del tempio, fu opera di Vulca, lo scultore etrusco al quale è attribuito il famoso “Apollo di Veio”, la statua che dominava il fastigio (culmine del frontone), del tempio di Veio, mentre nel tempio di Giove Capitolino Vulca pose sul fastigio una quadriga di terracotta, che secondo il gusto etrusco era policroma. |
| Nei templi etruschi si faceva largo uso del legno: fu per questa ragione che il tempio nel 83 a.C. venne distrutto da un incendio e ricostruito in pietra a cura di Quinto Lutazio Catulo; la statua di Giove era andata perduta e fu sostituita da una d’oro e avorio (per gli specialisti “crisolelefantina”), realizzata da Apollonio, una copia della quale dovrebbe essere il “Giove di Otricoli”, che oggi si trova in Vaticano nel Museo Pio Clementino. |
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Le dimensioni del tempio erano imponenti: 53 metri di larghezza e 62 metri di lunghezza.
Nel corso dei secoli il tempio fu più volte abbellito e restaurato.
In epoca cristiana avvenne la sua demolizione e spoliazione, ciò che resta del tempio sono le fondazioni e le decorazioni esposte nei Musei Capitolini. |
Foto 1: disegno ricostruttivo della facciata del tempio
Foto 2: pianta del tempio
Foto3, 4, 5: ricostruzioni del tempio
Foto 6: la triade Capitolina conservata nel museo archeologico di Palestrina
Foto 7: lastra decorativa del tempio, presso i musei Capitolini
Foto 8: antefissa, presso i musei capitolini. Le antefisse oltre a quella decorativa avevano la funzione di proteggere dalle intemperie le testate delle travi del soffitto degli edifici.
Foto 9: fondazioni del tempio.