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Intervento Urbanistico

Papa Sisto incaricò Domenico Fontana di dare a Roma un nuovo assetto urbanistico. E’ bene considerare il senso politico di questa scelta di Papa Sisto: siamo nel pieno di scismi, guerre di religione, conflitti di ogni genere; Roma è il centro della Chiesa e come tale deve averne anche l’aspetto e non può presentarsi come un borgo medievale.

Il piano del Papa era quello di creare una nuova rete viaria che consentisse ai pellegrini di percorrere la città e  raggiungere le sue chiese.
La strada dei pellegrini per arrivare a Roma da nord  era la via Flaminia, che fu congiunta con  piazza del Popolo. Da qui  parte la nuova rete viaria costituita da strade  percorribili a piedi, a cavallo o in carrozza.

Domenico Fontana superò le difficoltà dovute alla morfologia del terreno romano e con movimenti di terra sbalorditivi  per l’epoca,  spianati  gli avallamenti,  collegò  la Basilica di Santa Maria Maggiore, attraverso cinque strade, con San Giovanni in Laterano, Santa Maria del Popolo, la Colonna Traiana e San Lorenzo.
Attraverso l’attuale via Sistina si potevano raggiungere piazza Barberini e Trinità dei Monti.


Tutto ciò fu possibile nel breve arco di tempo di 5 anni, grazie all’impegno di tanti altri ingegneri e architetti tra i quali, oltre al Fontana, eccelsero Carlo Maderno e Giacomo della Porta.
Singolari peraltro i rapporti di parentela tra loro ed ancor più rilevante  la loro provenienza ticinese.

Roma cambiò volto: le preesistenze furono valorizzate creando nuove prospettive in grado di suscitare nel visitatore il senso della maestosità e della monumentalità della città centro della Chiesa.
Nella sua razionalità positiva Papa Sisto ricostruì  l’acquedotto  Felice (dal suo nome);  ampliò la biblioteca vaticana ed eresse il grande ospedale “del Tevere” (oggi Santo Spirito) per 2000 poveri.

 

 

 
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