CAPPELLA DI SAN PIO V
La cappella dedicata a San Pio V (1504 – 1572), dapprima appartenne alla famiglia Porcari, poi ai Millini, infine alla famiglia Braschi. Il Domenicano Papa Pio V promosse la lega cristiana (Lega santa), che si oppose agli ottomani e li sconfisse nella famosa battaglia di Lepanto (1571).
La pala d’altare di Andrea Procaccini (1671 – 1734), ritrae il Papa mentre alza la Croce verso gli ottomani sconfitti.
Alle pareti dipinti di Lazzaro Baldi (1624 – 1703), la volta è affrescata da Michelangelo Cerruti (1663 – 1748).
Pio V prima di divenire Papa era stato Grande Inquisitore rivelandosi inflessibile persecutore di ogni eterodossia, da Papa la sua intransigenza gli valse una feroce pasquinata:
“Quasi che fosse inverno
Brucia cristiani Pio siccome legna
Per avvezzarsi al fuoco dell’inferno”.
Perseguitò gli ebrei e con la bolla Hebraeorum gens rese impossibile la vita di molte comunità ebraiche costrette a restringersi nei ghetti di Roma e di Ancona, o a fuggire dallo stato Pontificio.
Papa Sisto V (1520 – 1590), abrogò i provvedimenti presi da Pio V, ma successivamente Clemente VIII (1536 – 1605), riprese la politica antiebraica con la bolla Caeca et obdurata.
Pio V non fu meno intransigente in politica estera di quanto non lo sia stato negli affari interni, tra l’altro scomunicò Elisabetta d’Inghilterra.
Fu lodato per l’austerità dei suoi costumi e per aver combattuto il nepotismo.
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