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ALLA RICERCA DELLA CITTÀ SEGRETA - ATTO I

Siamo nel 2009 d.C. e quest’anno nell’antica Città Segreta sarà aperto un grande Museo.

Partiamo dunque da Roma e mettiamoci in viaggio alla ricerca della Città Segreta.

Dov’è la Città Segreta? Che strada seguire?

Il mistero è conservato gelosamente; ma da convergenti indizi siamo indotti ad avviarci lungo la  via Appia, la Regina Viarum.  

Nel 312 a.C. Appio Claudio Cieco diede inizio ai lavori di quella che sarebbe diventata una delle più importanti vie di comunicazione di Roma, prima grande testimonianza della ingegneria romana.

- Consigli per i viaggiatori -

La Via Appia cominciava da Porta Capena, proprio di fronte al lato curvo del Circo Massimo. La Porta Capena si apriva nelle mura Serviane, le prime mura di Roma, e da qui si affacciava sulla valle delle Camene, ricca di acque e di antiche leggende.

Oggi della porta non resta nulla, fu l’imperatore Caracalla 500 anni dopo Appio Claudio Cieco a demolire la Porta attuando il suo piano urbanistico.

Nel tratto iniziale dell’Appia Antica, oggi via delle Terme di Caracalla, sul lato sinistro restano soltanto i ruderi di alcuni sepolcri, mentre sulla destra vediamo lo Stadio delle Terme che confina con le Terme di Caracalla. Sempre sulla destra lungo la Passeggiata Archeologica incontriamo la Chiesa di S. Nereo et Achilleo (per i romani: San Nereo t’Achilleo).

Arrivati a Piazza Numa Pompilio, che da queste parti secondo la leggenda incontrava la Ninfa Egeria, prendiamo la via di Porta San Sebastiano che segue l’antico tracciato dell’Appia e subito incontriamo il bivio con la antica via Latina; fatti pochi passi troviamo la chiesa di San Cesareo e la casina del cardinal Bessarione.

Proseguiamo e poco oltre sulla destra vediamo un sepolcro di liberti, ancora pochi passi e questa volta sulla sinistra si affaccia il sepolcro degli Scipioni e qui abbiamo una piccola delusione perché da molti anni è in corso il restauro e il sepolcro è inaccessibile.

Proseguiamo e ancora sulla sinistra incontriamo i Colombari di Vigna Codini, ai quali si accede dal n°10 della vicina via Latina.

Poco prima della porta Appia, oggi S.Sebastiano, in antico tra la via Appia e la via Latina doveva esserci una strada e su questa vicino al colombario di Vigna Codini si affacciava il Colombario di Pomponio Hylas

Via di Porta San Sebastiano, come è giusto che sia, finisce portandoci alla Porta, alla quale arriviamo passando sotto l’arco di Druso, che non è un arco e non è di Druso, in realtà è il fornice dell’acquedotto Antoniniano, una derivazione dell’Acqua Marcia per alimentare le Terme di (Antonino) Caracalla, ma ormai è noto come l’arco di Druso e così sia.  

Eccoci dunque arrivati alla Porta Appia che si apre nelle mura Aureliane, non per niente da una porticina sulla destra possiamo entrare nel Museo delle Mura.  

Ed ora?

Ora vi siete meritati un riposino, mentre io continuerò ad investigare alla ricerca della Città Segreta.

 

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